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Verso Paesi terzi

Le condizioni sanitarie per le introduzioni di animali al seguito in Paesi Terzi (cioè non facenti parte dell’Unione Europea) sono stabilite dal Paese terzo stesso, pertanto, si consiglia di contattare l’ambasciata del Paese terzo in Italia o direttamente l’Autorità del Paese verso cui si intende andare. È utile ricordare che in alcuni Paesi terzi ci […]

Pubblicato il 14 aprile 2015

Le condizioni sanitarie per le introduzioni di animali al seguito in Paesi Terzi (cioè non facenti parte dell’Unione Europea) sono stabilite dal Paese terzo stesso, pertanto, si consiglia di contattare l’ambasciata del Paese terzo in Italia o direttamente l’Autorità del Paese verso cui si intende andare.

È utile ricordare che in alcuni Paesi terzi ci sono leggi molto severe che prevedono, ad esempio, che il cane venga messo in quarantena in una struttura sanitaria e quindi separato dal proprio padrone anche per lunghi periodi, si consiglia, a tal fine, di acquisire ogni utile informazione con molto anticipo.

Elenco di siti di riferimento di alcuni Paesi stranieri dove è possibile trovare informazioni dettagliate sull’introduzione di animali nel rispettivo territorio. In alcuni casi si tratta di siti non ufficiali, ma egualmente utili per reperire notizie.

Argentina, Australia, Canada, Corea, Giappone – Animal Quarantine Service, Hong Kong, Israele, Norvegia, Nuova Zelanda, Singapore, Sry Lanka, Svizzera, USA. Fonte www.salte.gov.it
Cani, gatti, furetti provenienti da Paesi UE

Gli animali introdotti al seguito dei proprietari o responsabili devono essere muniti del passaporto comunitario stabilito dal Regolamento (UE) 577/2013 di esecuzione della Commissione del 28 giugno 2013 ( allegato III, parte 1) e identificati tramite un microchip o tatuaggio chiaramente leggibile, se però apposto prima del 3 luglio 2011.

Il passaporto, rilasciato da un veterinario autorizzato dall’autorità competente del Paese di provenienza, deve attestare l’esecuzione della vaccinazione antirabbica e, se del caso, di una nuova vaccinazione nei confronti della rabbia in corso di validità. La vaccinazione nei confronti della rabbia, per essere considerata valida , deve essere effettuata successivamente all’identificazione dell’animale e nel rispetto delle prescrizioni dell’allegato III del Regolamento (UE) 576/2013.
Se trattasi di prima vaccinazione, che può essere somministrata soltanto agli animali che abbiano almeno 12 settimane di età, l’animale può essere movimentato soltanto dopo che siano trascorsi non meno di ventuno 21 giorni dal completamento del protocollo di vaccinazione stabilito dal fabbricante per la prima vaccinazione (allegato III del Regolamento (UE) 576/2013: validità della vaccinazione antirabbica).
Per il rilascio del passaporto si consiglia di rivolgersi ai Servizi veterinari del Paese comunitario di provenienza.

Per l’introduzione in Italia degli animali da compagnia non è richiesto il trattamento preventivo nei confronti delle zecche e dell’echinococco.

In aggiunta alle condizioni sopra delineate si sottolinea che il numero di animali da compagnia (cani, gatti e furetti ) che possono accompagnare il proprietario o una persona autorizzata durante un singolo movimento a carattere non commerciale non deve essere superiore a cinque ( articolo 5, paragrafo 1, del regolamento ( UE) 576/2013).
In deroga a ciò, e nel rispetto di determinate condizioni, il numero massino di animali da compagnia (cani, gatti e furetti) può essere superiore a cinque qualora il movimento a carattere non commerciale avvenga ai fini della partecipazione a competizioni , mostre, o eventi sportivi oppure per allenamenti finalizzati a tali eventi ( articolo 5, paragrafo 2, del regolamento ( UE) 576/2013).

Quando il numero massimo degli animali da compagnia ( cani, gatti e furetti) è superiore a cinque, e non sussistono le condizioni della deroga, gli animali da compagnia in questione, seppur movimentati ai fini non commerciali, devono rispettare i requisiti prescritti dalla Direttiva 92\65\CEE, e successive modifiche, affinchè siano soggetti ai controlli veterinari previsti dalla direttiva 90/425/CEE, e successive modifiche.

Le condizioni poste per l’introduzione in Italia dei cani, gatti e furetti dagli Stati membri, ivi inclusa l’utilizzazione del passaporto (quello dell’allegato III, parte 3, del Regolamento ( UE) 576/2013) possono applicarsi anche per i movimenti da Andorra, Svizzera, Isole Faeroer, Gibilterra, Groenlandia, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia, San Marino e Stato della Città del Vaticano (Stati riportati nell’allegato II, parte 1, del Regolamento ( UE) 577/2013). (Fonte: www.salute.gov.it)