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PER CANI E GATTI IN FORMA PERFETTA

Succede spesso, anzi spessissimo. Qualsiasi veterinario potrà raccontarci di cani colpiti da dolorose miositi e da altri “accidenti” dell’apparato muscolo-scheletrico in seguito a eventi, all’apparenza banali, come lunghe passeggiate o giochi un po’ troppo movimentati. La cartilagine articolare fonda il suo benessere su un fragile equilibrio tra processi di sintesi da una parte e di […]

Pubblicato il 16 giugno 2015

Succede spesso, anzi spessissimo. Qualsiasi veterinario potrà raccontarci di cani colpiti da dolorose miositi e da altri “accidenti” dell’apparato muscolo-scheletrico in seguito a eventi, all’apparenza banali, come lunghe passeggiate o giochi un po’ troppo movimentati.
La cartilagine articolare fonda il suo benessere su un fragile equilibrio tra processi di sintesi da una parte e di degradazione dall’altra. Se questi processi degenerativi hanno il sopravvento, si possono instaurare per cani e gatti, anche in giovane età, patologie come l’artrosi.
Il termine “artrosi” deriva dal greco e significa “degenerazione articolare”. Il cane (o il gatto) che ne soffre – come l’uomo, del resto – è colpito da dolori articolari più o meno intermittenti, più o meno forti e invalidanti. E mai come nel caso delle patologie di questo tipo è compito specifico del proprietario interpretare i segni “clinici” della bestiola e richiedere l’intervento del veterinario insieme a cure specifiche e mirate.

Bisogna pensare, infatti, che le articolazioni sono composte da differenti tipi di tessuto: quello osseo, quello cartilagineo che lo ricopre, e quello fibroso di cui sono composti i legamenti capsulari (che fanno della struttura articolare quasi una cavità virtuale). I capi virtuali, che poi sono le estremità delle ossa che compongono l’articolazione, sono rivestiti di tessuto cartilagineo. Si tratta, in questo caso, di un tessuto semi-rigido lubrificato da un sottile strato di liquido sinoviale. Il tutto è destinato a supportare gran parte delle sollecitazioni meccaniche dell’articolazione. Che non sono poche. Pensiamo, infatti, al lavoro della colonna vertebrale di un cane impegnato in un percorso di agility, oppure a quello svolto dalle articolazioni degli arti di un campione di sleddog. Il tutto è reso possibile dal perfetto equilibrio anatomico/funzionale di tutte quante le componenti della struttura articolare. Quando un qualsiasi fattore viene ad alterare questo delicato equilibrio, assistiamo al lento ma progressivo instaurarsi di tutte quelle modificazioni patologiche che portano a quella condizione di malattia che chiamiamo appunto artrosi. Ma quali sono questi fattori capaci di innescare il processo dell’artrosi? Tantissimi e molti dei quali ancora non perfettamente noti. Sicuramente possiamo parlare, almeno nei soggetti sportivi, di vera e propria usura articolare. Certamente un ruolo non secondario è giocato dalla difettosa conformazione anatomica dell’articolazione. E’ una situazione che si riflette immediatamente sulla meccanica articolare generando sollecitazioni anomale (pressioni, attriti) che, col tempo, sfociano nella reazione patologica di cui stiamo parlando. E’ il problema di certe razze selezionate più sui dettami di standard esasperati che non sulle regole del comune buon senso. Comunque, quale che sia l’origine dell’artrosi, si instaura alla fine un processo patologico che coinvolge in vario grado tutti i tessuti articolari.

Il risultato è una articolazione invasa da tessuti degenerati di natura patologica, poco o nulla adatti alle funzioni normalmente svolte da quelli, sani, che essi stessi hanno sostituito.

L’artrosi nel cane e nel gatto può essere curata somministrando farmaci antinfiammatori di varia natura. Il cortisone e gli antinfiammatori non steroidei vengono riservati ai casi più ostinati e gravi in cui la malattia si presenta già in fase avanzata e conclamata. Tutto ciò ha, però, il difetto di non essere esente da controindicazioni che causano, nella bestiola interessata, noiosi strascichi di varia natura. Nell’ultimo decennio la ricerca farmaceutica ha reso disponibili prodotti capaci di aiutare a prevenire il problema riducendo il rischio di pericolosi effetti collaterali. L’ultima generazione vede, infatti, in “pole position” mangimi complementari che vantano la presenza di sostanze utili a rinforzare e mantenere sane le ossa e le articolazioni di cani e gatti. Parliamo di componenti come la Glucosamina, la Condroitina, lo Zinco e il Manganese. Queste sostanze sono appunto contenute in PARAVET Articos, mangime complementare per cani e gatti formulato in modo specifico per aiutare a mantenere sana la struttura ossea e articolare dei nostri amici a quattro zampe. Articos cani e gatti contiene elevate concentrazioni di Cloridrato di Glucosamina, Solfato di Condroitina, Zinco e Manganese. Molto appetibile – ha un saporito gusto di carne – può essere somministrato sia nella pappa quotidiana, sia da solo.