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Cani, gatti, furetti provenienti da Paesi Terzi

Le norme cui attenersi per l’introduzione in Italia di cani, gatti e furetti al seguito del proprietario o responsabile, fino a un numero massimo di 5 e senza finalità commerciali, provenienti da Paesi terzi variano a seconda che il Paese sia inserito o meno nell’elenco redatto dalla Commissione europea e pubblicato in allegato al Regolamento […]

Pubblicato il 14 aprile 2015

Le norme cui attenersi per l’introduzione in Italia di cani, gatti e furetti al seguito del proprietario o responsabile, fino a un numero massimo di 5 e senza finalità commerciali, provenienti da Paesi terzi variano a seconda che il Paese sia inserito o meno nell’elenco redatto dalla Commissione europea e pubblicato in allegato al Regolamento 577/2013/UE. L’elenco, che viene costantemente aggiornato, è consultabile anche sul sito dell’Unione europea.

Gli animali introdotti al seguito dei proprietari o responsabili da un Paese terzo incluso nell’elenco di cui all’Allegato II, parte 2, del Regolamento ( UE) 577/2013 e quindi con situazioni favorevoli riguardo alla rabbia, devono essere muniti del certificato sanitario di cui all’Allegato IV del Regolamento ( UE) 577/2013 , rilasciato da un veterinario ufficiale dell’Autorità competente del Paese terzo e identificati tramite un microchip o un tatuaggio chiaramente leggibile, se apposto prima del 03 luglio 2011.
Nel certificato sanitario deve essere attestata l’esecuzione della vaccinazione nei confronti della rabbia e, se del caso, di una nuova vaccinazione in corso di validità. La vaccinazione per la rabbia, per essere considerata valida, deve essere effettuata successivamente all’identificazione dell’animale e in conformità all’allegato III del regolamento (UE) 576/2013.
In caso di prima vaccinazione antirabbica devono trascorrere almeno 21 giorni prima di poter movimentare l’animale.

Gli animali da compagnia introdotti, al seguito del proprietario o responsabile, da un Paese terzo non incluso nell’elenco di cui all’Allegato II, parte 2, del Regolamento ( UE) 577/2013 devono essere identificati tramite un microchip o un tatuaggio chiaramente leggibile, se apposto prima del 03/07/2011, e muniti di certificato sanitario ( di cui all’allegato IV del regolamento 576/2013) che, oltre all’esecuzione della vaccinazione nei confronti della rabbia e, se del caso, di una nuova vaccinazione in corso di validità, attesti anche l’avvenuta esecuzione, con esiti favorevoli (titolo pari o superiore a 0,50 UI\ml ), presso un Laboratorio riconosciuto dalla Commissione europea, della prova (esame del sangue) di titolazione degli anticorpi neutralizzanti post vaccinali nei confronti del virus della rabbia.

Il campione di sangue per la titolazione deve essere prelevato almeno 30 giorni dopo la vaccinazione antirabbica e, in caso di esito favorevole della titolazione, l’animale può essere movimentato solo dopo tre mesi dalla data del prelievo di sangue.

Si ricorda che la titolazione degli anticorpi non va rinnovata per gli animali che, dopo la titolazione, siano stati regolarmente rivaccinati senza interruzione del protocollo di vaccinazione prescritto dal laboratorio di fabbricazione.
Non è necessaria, per l’introduzione in Italia dai Paesi terzi, l’esecuzione dei trattamenti preventivi degli animali da compagnia nei confronti delle zecche e dell’echinococco.
In deroga al numero massimo di cinque animali al seguito, nel rispetto di determinate condizioni, il numero massimo di animali da compagnia( cani, gatti e furetti) può essere superiore a cinque qualora il movimento a carattere non commerciale avvenga ai fini della partecipazione a competizioni , mostre, o eventi sportivi oppure per allenamento finalizzato a tali eventi ( articolo 5, paragrafo 2, del Regolamento ( UE) 576/2013). Quando il numero massimo degli animali da compagnia ( cani, gatti e furetti) è superiore a cinque, e non sussistono le condizioni della deroga su richiamata ,gli animali da compagnia in questione , seppur movimentati ai fini non commerciali, devono rispettare i requisiti prescritti dalla Direttiva 92\65\CEE, e successive modifiche, affinchè siano soggetti ai controlli veterinari da parte dei posti di ispezione frontalieri ( PIF) previsti dalla Direttiva 91/496/CEE, e successive modifiche. (Fonte: www.salute.gov.it)